
Lasciando andare libera la mente






Metamorfosi
Le Poesie di Loren Plumbè
Sono acqua
scivolo sul tuo volto rigido
per la tua bocca
a raggelarti i denti.
Non farmi passare indifferente
assaporami prima di deglutire
mescimi con la tua saliva
sono acqua, sono vita.
Non pretendo
semmai, concedo, astratto amore
ed io non sono il nulla
sono acqua, sono IO.
Ponimi in un posto gelido
mi solidificherò per te
quando vorrai tornerò uomo
sentirai la mi anima ballare.
Se saprai udirla
gettati con me sul fuoco
saremo acqua
saremo vita.
In Re minore
Le Poesie di Loren Plumbè
Te,
testarda ed ingorda mia vita
esplosa, pervasa di blu
delle mie assenze canto
idilliaca mia sconfitta, tocco terra.
Si sta bene con la cenere in bocca
rialzarmi sarebbe un dovere
meglio la melma che mi attanaglia
meglio questo sporco odore sul viso
di te.
Pensami eroe,
credimi capace di assorbire
immaginami sempre sorridente
ma non pretendermi
non sono.
Sono l'estasi nera
l'egoista fiore, un assenza
solo le mani, le dita
piene di liquido
che però trattengo.
Ti ricordi di me
ho vomitato sino a ieri
oggi non ho più fiato
non ho più parole da scrivere
ascolto.
Vita ti prego suonami ancora
il nostro re minore
il nostro grido di dolore
fallo per un'ultima volta
le mie orecchie piangono.
Suona ancora
rompi i vetri di questo silenzio
voglio evadere
da te,
da me.
Se non t'amassi tanto!
Canto di un non soldato
Le Poesie di Loren Plumbè
Madre, grazie per avermi messo al mondo!
E’ grazie a te se io ora calpesto la terra,
osservo la natura,
bevo acqua che mi raggela i denti.
Potrò viaggiare,
conoscere il mondo, la gente,
Io…farò i miei passi tra l’umanità,
lascerò le mie impronte.
Madre ora ho dieci anni ma,
da grande a vent’anni tu,
sarai orgogliosa di me;
ti comprerò un bel vestito,
ti porterò a vedere un bellissimo tramonto;
Madre grazie perché un giorno io sarò un uomo!
Madre ho vent’anni,
mi hanno chiamato per andare a fare la guerra
ma, chi la vuole, io non odio nessuno eppure,
dovrò uccidere per sopravvivere,
qualcuno ha deciso chi sono i miei nemici,
io amo il mondo, la gente, la natura.
Madre ti prego apri le cosce fammi rientrare,
io non sono un soldato,
io non voglio sparare!
Madre in questa trincea io non ci voglio stare,
perché mi hai abbandonato,
perché, perché…
No, non sparare,
siamo uomini allo stesso modo,
perché vuoi ucci-der-mi cosa ti ho
fatto?
No, io non ti sparo,
non ho ancora amato perché vuoi ammazzarmi,
Madre la mia Libertà,
Libertà, Libertààààààà
Dio!
Morte, Disperazione,
scenario di fiamme,
perché piove sangue dal cielo.
No, non sparare guarda c’è il sole!
Anima, sangue,
il mio corpo è esangue,
aria allo stomaco vorrei un bacio,
un bacio da te che mi hai ucciso!
Madre io ti detesto!
Perché mi hai promesso l’amore
ed invece son morto
in quest’orgia infernale?
No, scusami,
non è colpa tua, non potevi sapere!
Però, ora che son tornato alla terra
ti prego, diventa per me un raggio di luna,
accendi ogni mia interminabile notte.
Sotto il sole di un campo di fuoco
(in rima scomposta)
Le poesie di Loren Plumbè
Guardati le mani
stringile forte
ne sentirai scendere la rabbia
bruciano di fuoco
mentre
il tuo cuore evapora
Silente!
Di fronte a quest'orrore
un'altra bocca si chiude
Per sempre!
doveva ancora parlare
si era appena aperta
al nulla di una richiesta
Aiuto!
Di un accenno
Pietà!
Ma le tue mani
sono riverse in una pozza rossa
com'è rossa la tua essenza.
Hai il ferro stretto tra le mani
inquieto figlio della guerra
respira!
un attimo
respira!
La tua aria ha il sapore della fine
ascolta!
Ascolta ancora
nelle tue orecchie c'è un grido di pietà.
Ma non ha occhi il ferro!
non ha occhi
mentre annega
un'altro giorno di speranza.
ascolto i tuoi passi che risuonano sul marmo
le tue mani che mi graffiano la schiena
i tuoi denti che mi mordono le labbra.
Sono tuo così?
Non hai occhi neri per guardarmi
dimmi, piangi?
su, sorridi, sono tuo!
senti come l’aria ti attraversa
come ti si poggia sopra il mondo
non voltarti!
Io
esasperata sinfonia
madame !
Suonami come il più delicato violino
sfiorami ma fammi urlare
non continuare ad urlare facendomi sfiorire.
E’ un equilibrio che tu non hai
non sei
non vuoi…
ma (ASPETTATE LE ALTRE FARFALLE)
siamo!
DANZA DI RESPIRI
Le Poesie di Loren Plumbè
Il mio corpo
la tua pelle che mi veste
mentre gli odori danzano insieme
mentre le bocche si dissetano
e gli occhi si divorano.
Sono viaggi della mente
sono danze di respiri
per sussurrarti miele
per rapire ogni tua essenza
ed ungermi di te.
Camminare tra i deliri della mente
come un vecchio ubriaco
barcollante e visionario
evaporato alla realta’
…e ti cerco
dietro un vetro opaco
in una citta’ fumante
brucio d’ansia e tenerezza
voglio stringerti le mani
far danzare i tuoi capelli
dai un senso al mio domani tachicardie al cuore
avvolgimi di te
nei respiri sono vivo
stammi accanto
avvolti da un velo trasparente
lo vediamo solo noi
leggero e resistente
questo amore che ci lega stringimi
forte…forte…forte…
comprendi questa pelle
sentiti libera amandomi
le mie braccia ti avvolgono
non avere paura…non avere paura
sono qua…
dietro te…dentro te…per te
il mio sangue ha il sapore della vita
quella che mi dai
senza chiedere mai
resta qui…
cammina nei miei sogni
distenditi su queste pagine bianche
ispirami…respirami dolcemente
…perdutamente…
Passionaria
Le poesie di Loren Plumbè

Odore acre di carne che suda
metallo freddo gelido penetrante
corpi dilaniati
è forma e sostanza!
Uomo,
ansia di vivere
di essere primo
superare le barriere di Dio
un tuffo verso l’immortalità.
Carne, metallo
vita urlante
oltre quell’estremo il sesso,
ferro che penetra carne,
carne che esplode carne
e danza tutto intorno il rosso.
Devo correre ancora
in fondo c’è!
CRASH!
Sono salvo o forse no,
i miei tagli dell’anima!
Sei per terra dilaniata
hai un ultimo sospiro
a chi vuoi dedicarlo?
Mi nutro ancora una volta di te
del tuo cuore di metallo
delle tue laccature superflue.
È un gioco mortale la vita!
CRASH!
È un gioco mortale la vita.
Il tuo corpo le tue mani
i miei tagli della pelle
Superare il limite
costante generica
la vita è debole
tu lo faresti?
Odore di olio
benzina bruciata
freni che non hanno più senso.
Come un bacio
ti confondi fra i rottami,
la mia mano
non ne vuol sapere
resta là,
nella tua voglia di superare la vita.
Delicata creatura
ora fai parte di niente
ti resta l’idea del mio corpo
che nel metallo urlante
ti cavalca ancora.
CRASH
SEMPLICEMENTE, MIA VITA
Le Poesie di Loren Plumbè
i miei occhi, buchi neri
Dell’eterno incanto la mia pelle arde
occhi d’avorio pregiato
ho visto dentro il dopo
sono un ladro meschino
perle azzurre e ambra ho ora,
i tuoi occhi!
Soffio sulla polvere dei tuoi ricordi
annullo quello che eri per darti
un senso
domani
ed oggi tu non sei.
Meraviglia!
Terra di fango e sangue
di odori malfatti e irti
terra lontana che non conosco
figlia di guerre e torbidi inganni
terra di fuoco intinto nell’odio.
Mi incanta
l’estasi dei tuoi meccanici rumori
e t’odio
e t’amo e vorrei giudizi universali
per poi salvarti
e dirti t’amo
e t’odio.
Nei miei occhi c’è mio figlio
mi chiede di non essere vivo
come dargli torto?
Questa terra
le mie mani
non c’è candore.
Atroci rossi sparsi
neri tristi malinconici
verdi assenti verso il giallo
sotto un quadro
perfetto
bugiardo.
Se strillo non mi senti
se corro cado
se penso mi annulli
sono ingenuo sogno
ti regalerò me stesso
mi trafiggerai con croci e prati secchi.
L’acqua è fresca
inganna!
il sole è caldo
inganna!
il ciliegio sfiorito
la tua sincerità.
Illudi di un benessere
che non puoi dare
crei sogni immensi
che non sai realizzare
una menzogna
dove più che mai
mi sento
vivo.
le poesie di Loren Plumbè
"Parole
crisalidi della mente
orchidee bianche della bocca
marmo nell'aria.
Sospese
per attimi infiniti
tra i denti e il cuore
per poi spargersi, astrarsi.
Irruenti
non vi fate comandare
mi dilaniate dentro
sino ad uscire dalle unghie.
Trattenute
ho le dita insanguinate
mi esalto di voi
Libere
non posso farci nulla
siete voi insaziabili,
la mia dolce eutanasia
sarà la libertà!
